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Giandini Pensili - Approfondimento

I primi giardini pensili di cui si ha documentazione storica risalgono addirittura attorno al 590 a.C. voluti dal re Nabucodonosor II e permangono una delle sette meraviglie del mondo antico: i giardini pensili di Babilonia.
Va evidenziato peraltro che, nella cultura tradizionale della Mesopotamia, il significato della parola giardino somiglia a quello di Paradiso.
Nell'ultimo decennio il verde pensile ha assunto sempre maggiore importanza, in considerazione anche delle crescente attenzioni che architetti, progettisti e costruttori, stanno dando al tema del verde architettonico.
Il processo di urbanizzazione del territorio ha infatti reso necessario l'ideazione e lo sviluppo di sistemi che rendano al territorio ciò che gli è stato tolto dalle costruzioni.
La realizzazione di sistemi di verde pensile porta con se una serie di fondamentali benefici. Innanzitutto la realizzazione di verde pensile migliora l'isolamento termico ed acustico degli edifici, favorisce la gestione del deflusso delle acquee meteoriche, prolunga la durata delle guaine impermeabilizzanti, ma soprattutto, dal profilo ambientale, favorisce a migliorare l'ambiente circostante, incidendo anche sull'incremento del valore immobiliare degli edifici.
A questo proposito anche in materia legislativa il DPR 59/2009 comprende le copertura a verde quali parte dell'involucro edilizio, in gradi di produrre risparmio energetico.
Al fine di evitare pericolose improvvisazioni, esistono tecniche di realizzazione del verde pensile che formano la moderna disciplina che applica in materia scientificamente corretta le più innovative metodologie atte a realizzare e mantenere stabilmente il verde pensile su differenti tipologie di copertura, coerentemente con quanto stabilito dalla norma UNI 11235: “istruzione per la progettazione, l'esecuzione, il controllo e la manutenzione delle copertura a verde”.
Fondamentali sono infatti tutte le scelte di materiale e di tecniche di impianto che necessariamente devono tener conto delle particolari condizioni in cui si opera realizzando un area a verde pensile. La norma disciplina e consiglia gli utilizzi al fine di poter realizzare lavori a regola d'arte e duraturi nel tempo.
Le tipologie di verde pensile sono di due categorie: a verde intensivo e a verde estensivo.
Le applicazioni di verde intensivo consentono creazione di prati e piantagioni allo stesso modo di quanto è realizzabile in piena terra. In queste applicazioni è sempre previsto un impianto irriguo automatizzato e anche le manutenzioni sono analoghe a quelle previste per un normale giardino ( sfalci d'erba, potature..)
Nel caso invece di verde estensivo si tratta di una sorta di prato composto di specie termofile tappezzanti abbastanza resistenti all'aridità. Infatti trattasi di impianti che dopo un paio di anni richiedono una manutenzione ridottissima. Questi “prati aridi” sono di solito strutturati in modo che l'approvvigionamento idrico avvenga, nella misura maggiore possibile, attraverso processi naturali evitando quindi impianti di irrigazione.
Fondamentale differenza tra le due tecniche è la necessitò di profondità del substrato che, nel secondo caso, può essere di circa 15 cm, nel primo è necessario avere una profondità ( e conseguentemente un peso di carico al metro quadro decisamente superiore) maggiore a seconda della tipologia di arbusti o alberi previsti nell'impianto.
Per tutte queste ovvie ragioni è sempre consigliabile, in caso di realizzazione di giardini pensili, consultare progettisti ed aziende specializzate in questo settore che necessita di conoscenza ed esperienze specifiche, che vanno aldilà delle buone pratiche attuare da un seppur bravo giardiniere, o dalle capacità creative di un professionista che non abbiano però specializzazione in merito al verde pensile.

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